Errichiello, Luisa and Falavigna, Greta and Vota, Luca (2026) Promuovere un invecchiamento attivo e sostenibile nel contesto dell’Europa mediterranea attraverso la digitalizzazionea. Mediterranean Policy Brief (9). CNR-DSU, Roma.
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Abstract
Il lavoro studia come il livello di sviluppo digitale dei paesi euro-mediterranei (Euromed 9: Italia, Spagna, Francia, Grecia, Portogallo, Cipro, Malta, Slovenia, Croazia), misurato tramite il Digital Economy and Society Index (DESI), si associ agli esiti di invecchiamento attivo rilevati dall’Active Ageing Index (AAI). L’idea di fondo è che la transizione digitale europea possa rappresentare, per le società che invecchiano rapidamente, sia un’opportunità sia un fattore di rischio: può favorire l’autonomia, la partecipazione e l’inclusione degli anziani, ma può anche ampliare il divario digitale e produrre nuove disuguaglianze, in particolare nel fragile contesto euro-mediterraneo. La ricerca parte da un quadro demografico critico: nei paesi EuroMed l’invecchiamento è più avanzato della media UE, con alte quote di ultra-65enni e una crescita rapida degli ultra-80enni, combinata con bassa fecondità, emigrazione giovanile e sistemi di welfare sotto pressione. Parallelamente, la spesa pubblica per pensioni, sanità e long-term care assorbe una quota molto rilevante del PIL. In questo scenario, l’active ageing (inteso come prolungamento dell’autonomia, dell’occupazione e della partecipazione sociale degli anziani) è visto come leva per contenere i costi dell’invecchiamento e valorizzare il contributo degli older adults. La digitalizzazione, misurata dal DESI, rimodella servizi pubblici, mercati del lavoro, forme di socialità e accesso all’informazione. Tuttavia, la letteratura sul grey digital divide mostra che gli anziani, soprattutto in contesti a bassa scolarità e con infrastrutture deboli, rischiano di restare esclusi dai benefici della trasformazione digitale. Il manoscritto mette a fuoco proprio questo incrocio tra DESI e AAI: a livello macro, sono pochi gli studi che collegano sistematicamente lo sviluppo digitale nazionale con gli esiti di active ageing, e ancor meno quelli centrati sul subinsieme EuroMed. Tramite statistiche descrittive (analisi di aggregazione, grafici a barre e grafici a dispersione bivariati) ed analisi strutturali (Funzioni di risposta ad Impulso Generalizzate), si osserva che: – Esiste una correlazione positiva complessiva tra DESI e AAI, ma alcuni paesi (Croazia, Slovenia, Portogallo, Grecia) deviano dal pattern atteso, mostrando alti livelli di digitalizzazione senza equivalenti progressi in active ageing; – Emerge una frattura strutturale tra paesi balcanici (Slovenia, Croazia, Grecia) e paesi occidentali, più marcata sull’AAI che sul DESI; – L’innovazione tecnologica non comporta un miglioramento dell’invecchiamento attivo in tutti i Paesi Euromed. Si evidenzia la necessità di politiche mirate che trasformino il progresso digitale in reale miglioramento della qualità della vita degli anziani, evitando che l’accelerazione tecnologica amplifichi divari sociali e territoriali già profondi.
| Item Type: | Book |
|---|---|
| Additional Information: | Fa parte della Collana Mediterranean Policy Brief del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale DSU, ISSN: 3103-5736. - DOI: 10.36134/MPBDSU-2026-9 |
| Subjects: | 300 Scienze sociali 300 Scienze sociali > 330 Economia |
| Depositing User: | Dott.ssa Giulia Antonini |
| Date Deposited: | 07 Apr 2026 13:48 |
| Last Modified: | 20 Apr 2026 14:43 |
| URI: | http://eprints.bice.rm.cnr.it/id/eprint/24078 |
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